Erba sintetica di ultima generazione: che cosa significa?

L’erba sintetica ha conquistato un ruolo di primo livello nel settore dei campi sportivi e non è più considerata una semplice alternativa, ma una vera e propria soluzione da valutare da subito quando si intraprende un percorso per realizzare un impianto sportivo.

Non è un caso, infatti, che la LND (Lega Nazionale Dilettanti - FIGC) abbia investito nel corso degli anni in studi e ricerche specifici su questo materiale e abbia varato, a partire dal 2011, dei regolamenti specifici per dilettanti e per professionisti per tutelare la salute dei giocatori e le performance raggiungibili grazie alla qualità del terreno di gioco.

All’erba sintetica viene spesso assegnato l’attributo “di ultima generazione”. L’obiettivo di questo articolo è fare chiarezza sulle tante denominazioni assegnate all’erba sintetica nel corso del tempo e identificare le caratteristiche assunte da questo tipo di manto da gioco.

La storia dei manti in erba artificiale

La storia dei manti in erba artificiale è il racconto di un’evoluzione tecnica, mirata alla realizzazione di soluzioni sempre più dedicate alle performance degli atleti, che si svolge in tempi e luoghi distanti fra loro. 
La storia dell’erba sintetica ha inizio negli anni ‘60. Il primo campo da gioco in erba sintetica viene installato nel Reliant Astrodome, detto anche Astrodome, un palazzetto dello sport al coperto costruito a Houston, Texas (U.S.A.). La scelta del manto di gioco ricadde sull’erba artificiale poiché il palazzetto era una struttura coperta e quindi l’erba naturale non avrebbe potuto crescere al meglio, non potendo ricevere la giusta quantità di luce solare.
Gli anni ‘70 vedono la diffusione di una nuova tipologia di manto, successivamente definito “di prima generazione”, che consiste in filati di nylon abrasivi e molto fitti, senza la presenza di elementi di intaso. Le prime installazioni di questi manti vengono attuate in ambito sportivo statunitense, per il football e l’hockey.

Negli anni ‘80 i “manti di seconda generazione” conquistano la scena: si tratta di filati in polipropilene, meno abrasivi rispetto alle precedenti soluzioni. Per la prima volta si utilizza un materiale di intaso: la sabbia silicea. Le installazioni prevedevano inizialmente l’utilizzo di un sottotappeto elastico. Lo sviluppo di questo manto, nel contesto italiano, va di pari passo alla diffusione in Italia del calcio a 5. 

I “manti di terza generazione” sono la novità degli anni ‘90. Si tratta di filati morbidi in polietilene lubrificato. L’intaso prestazionale vede in questo nuovo sistema manto l’introduzione del granulo di gomma riciclata SBR. Le migliorie presenti in questa proposta rendono il manto in erba artificiale vicino per confort e caratteristiche biomeccaniche al campo in erba naturale. 

Dal 2000 iniziano a diffondersi i manti “di ultima generazione”. Si distinguono dalle altre proposte in commercio per una migliore qualità e per la varietà dei filati. Il granulo SBR per l’intaso prestazionale viene affiancato da granuli di materia prima vergine ed ecologica o da versioni “incapsulate”. Nell’ambito di gioco, in Italia si realizzano i primi campi in erba sintetica per calcio a 11 omologati dalla LND per i campionati minori. A luglio 2005 la FIFA stabilisce, con una delibera, che sui campi in erba artificiale è possibile giocare partite di calcio professionistiche.

Che cosa sono oggi i manti in erba sintetica?

L’erba sintetica viene utilizzata come superficie a uso sportivo o ricreativo ed è utilizzata soprattutto per strutture outdoor, anche se può trovare applicazione in strutture al coperto.

I manti di ultima generazione si confermano dei sistemi, formati dall’unione di diversi componenti, secondo un preciso processo:

ELEMENTI CHE COSTITUISCONO IL “TAPPETO”

  • Filo/fibra ovvero il “ciuffo” d’erba costituito da fibre polimeriche (Polipropilene P.P., Polietilene P.E., Poliammide o Nylon) 
  • Backing: il supporto che funge da base per la tessitura del filo e può essere realizzato con diversi materiali (dal polipropilene al tessuto)
  • Fissaggio con Lattice (Latex)/ Poliuretano/Termosaldatura, distinte metodologie che permettono al ciuffo di essere fissato al backing 

GRANULI DI INSTASO

  • Intaso di stabilizzazione (sabbia silicea o quarzifera), il primo strato di riempitivo, distribuito mediante tramogge con la funzione di zavorrare il manto sintetico al terreno
  • Intaso prestazionale costituito da granuli in SBR (da riciclo di pneumatici, incapsulati o meno a seconda dei regolamenti nazonali) o da granuli in gomma termoplastica (di natura vergine), granuli in EPDM (da riciclo di guarnizioni) o prodotti organici vegetali

COMPONENTI COMPLEMENTARI PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI DEL SISTEMA

  • Sottotappeto elastico per prestazioni ottimali (non indispensabile, utilizzato per i sistemi da omologare FIFA e/o FIGC-LND)

Come viene realizzato il manto in erba sintetica di un sistema di ultima generazione?

Il manto in erba artificiale di ultima generazione è costituito da un supporto flessibile (backing) sulla cui superficie vengono inseriti, mediante l’operazione di tessitura (tufting), i “ciuffi” d’erba realizzati in fibre sintetiche (polietilene, polipropilene o nylon).
I ciuffi d’erba vengono fissati al backing tramite la spalmatura di un legante di consistenza semiliquida (lattice di SBR Styrene Butadiene Rubber) o poliuretano (PU) e si procede poi con la stabilizzazione mediante passaggio all’interno di un forno. 

La spalmatura di leganti tradizionali è stata però affiancata recentemente da un ulteriore ottimo sistema di fissaggio, la termosaldatura, che prevede che le fibre siano tessute a un supporto multistrato e successivamente fissate definitivamente al backing grazie al calore.

I vantaggi dei manti in erba sintetica di ultima generazione

I manti in erba sintetica di ultima generazione si confermano una scelta valida, perché presentano numerosi vantaggi che li rendono altamente competitivi se paragonati ai tradizionali campi in erba naturale

Un campo in erba sintetica richiede una manutenzione ridotta, questo porta di conseguenza a un risparmio sia in termini di tempo che di costi di gestione. Rispetto all’erba naturale, l’erba sintetica offre una maggiore possibilità di utilizzo, per tempi prolungati e per sessioni di gioco e allenamento più frequenti. Il campo in erba sintetica, inoltre, per sua natura, si presenta omogeneo in ogni sua parte, offrendo caratteristiche costanti in ogni area del campo e in ogni periodo dell’anno. 

La scelta dell’erba artificiale per un impianto sportivo si rivela dunque interessante, perché offre vantaggi sia per il gestore dell’impianto che per gli atleti: non va infatti dimenticato che un campo da gioco in erba sintetica di ultima generazione è progettato per offrire ottimali caratteristiche biomeccaniche, elastiche e di resilienza, punti di forza ricercati dagli sportivi.


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