Erba sintetica per impianti sportivi: è davvero ecologica?

L’erba sintetica per impianti sportivi sta avendo un vero boom, tanto che si calcola che in Europa si arriverà nel 2020 a quasi 100 mila campi da calcio in erba artificiale.

Negli anni sono però state sollevate alcune preoccupazioni in merito ai potenziali rischi per la salute e l’ambiente associati all’utilizzo di campi realizzati con manti artificiali, fino a parlare addirittura di “erba sintetica cancerogena”.

Bisogna fare subito chiarezza, affermando che le preoccupazioni si riferiscono unicamente ad un tipo di materiale utilizzato come riempitivo dei campi da calcio e da rugby in erba sintetica: i famigerati granuli in gomma SBR.

Scopriamo di che si tratta.

COSA SONO E A COSA SERVONO I GRANULI SBR?

Un manto erboso sintetico è tipicamente realizzato con sistemi che associano diversi elementi: un tappeto costituito da una o più tipologie di filamenti fissati su uno strato di supporto (backing), un ’eventuale sottotappeto elastico e diversi materiali di intaso.

Sul manto vengono infatti distribuiti uniformemente sabbia e granulato di materiale resiliente che costituisce l’intaso prestazionale. La funzione del granulato è garantire che la superficie in erba sintetica possa assicurare elasticità, assorbimento degli urti e riduzione delle abrasioni.

Tra le molteplici tipologie di intasi prestazionali, i granuli in gomma SBR (Styrene Butadiene Rubber) sono la soluzione più economica e attualmente ancora la più diffusa.

La gomma SBR è un elastomero proveniente dal riciclo di pneumatici che contiene numerosi componenti “pericolosi”, come i metalli pesanti (piombo, cadmio e zinco fra gli altri), che fanno parte dei cosiddetti IPAHs (Idrocarburi Policiclici Aromatici), considerati dannosi per l’ambiente e la salute umana e animale.

È dimostrato come l’utilizzo di granuli SBR per il riempimento di un campo di calcio in erba sintetica abbia un impatto ambientale considerevole, soprattutto a livello di inquinamento delle falde acquifere.
Restano invece aperte le polemiche in merito alla loro pericolosità per la salute umana.
 

LA RICERCA FRANCESE ED EUROPEA

Negli Stati Uniti, così come nel Regno Unito, in Olanda e Francia, sono state sollevate polemiche relative alla possibilità di un collegamento tra l’utilizzo di campi in erba sintetica e l’incidenza di patologie anche gravi.

Emblematico è il caso dell’Olanda, il paese con il più alto numero di campi in erba artificiale al mondo per abitante. Nel 2016, la proiezione sulla tv olandese del documentario denuncia “Zembla”- che racconta il business del riciclo dei pneumatici per la creazione di granuli SBR, il riempitivo più usato nei campi da gioco e nei parchi giochi - ha scosso in maniera considerevole l’opinione pubblica. Come reazione, il governo ha richiesto all’Istituto olandese per la salute e l’ambiente (RIVM) di avviare nell’immediato un’indagine, che ha portato alla sospensione preventiva di una trentina di club amatoriali che utilizzavano la gomma SBR come intaso prestazionale.

La polemica ha fatto il giro del mondo e recentemente si è inasprita soprattutto sul fronte francese, dove l’attenzione all’ambiente è molto alta.

A seguito di un’inchiesta della rivista francese So Foot, che ha allarmato associazioni sportive e opinione pubblica, l’ANSES (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail) ha avviato una ricerca molto approfondita sulla pericolosità dell’erba sintetica e dei granuli SBR analizzando oltre 50 studi pubblicati a livello internazionale, tra cui le analisi svolte dall’Agenzia Europea sulle Sostanze Chimiche (Echa) e dall’RIVM olandese.

Nel rapporto, l’ANSES ha dichiarato “trascurabili” i valori dei metalli pesanti e di altre sostanze - come gli ftalati presenti nei granuli in gomma SBR – giudicando poco preoccupanti i rischi per la salute per i giocatori che si allenano e giocano su questi campi.
L’agenzia francese ha però invitato i produttori a misurare le concentrazioni di IPA e di altre sostanze, proponendo di limitarne il contenuto nel quadro del regolamento REACH Europeo.

L’Italia, da questo punto di vista, è stata pioniera nel considerare i granuli SBR non adatti al riempimento dell’erba sintetica per impianti sportivi, tanto che la LND (Lega Nazionale Dilettanti) dal 2014 non assegna l’Omologazione ai campi da calcio che utilizzano tale riempimento. È consentito il solo riempimento con granuli in SBR incapsulati e nobilitati. 

INTASI PRESTAZIONALI ALTERNATIVI ALLA GOMMA SBR

Esiste un’alternativa alla gomma SBR?

La risposta è ovviamente sì. Anzi, da molti anni sono disponibili sul mercato soluzioni più ecologiche e con performance altrettanto ottime per il riempimento dei sistemi in erba sintetica. Scopriamole insieme:
 

- SOLUZIONI ORGANICHE

Tra le soluzioni organiche per intasi prestazionali, troviamo la fibra di cocco, la lolla di riso e il sughero. Ed è proprio quest’ultimo ad essere il materiale più apprezzato dal mercato per la sua naturalità e durabilità, per la resistenza ai raggi UV e per il fatto di essere ignifugo, inodore e anti muffa. Senza contare che si tratta del tipo di intaso preferito da molti calciatori per la sua capacità di restituire l’energia e regalare una sensazione di gioco molto simile all’erba naturale. Ovviamente, è molto importante conoscerne caratteristiche e provenienza, perché sul mercato esistono tipologie di sughero con densità e qualità differenti.

Per contro, il sughero ha un prezzo molto elevato ed essendo particolarmente volatile necessita di ricariche regolari. Inoltre è opportuno irrigare spesso il campo, in modo che l’intaso non secchi e garantisca elasticità.

- TERMOPLASTICI

I campi in erba artificiale di ultima generazione utilizzano granuli termoplastici in Poliolefine (TPE) o Olefine (TPO). Si tratta di tipologie di intaso prodotte con materie prime vergini in grado di assicurare il più alto livello di protezione dalla contaminazione da sostanze potenzialmente pericolose, per i calciatori quanto per l’ambiente. Possono inoltre essere riciclate a fine vita. 

Test hanno dimostrato che i termoplastici di alta qualità hanno una concentrazione di metalli pesanti addirittura inferiore a quella presente su terreni rurali incolti. Sono inoltre privi di composti organici semi-volatili, come gli IPA, e rispetto ai granulati post-consumo, sono inodori e con ridotto assorbimento di calore.

Anche a livello prestazionale, i granuli termoplastici sono tra le soluzioni più performanti. La loro composizione riduce il rischio di abrasioni per i giocatori e limita la compattazione nel tempo, anche se la durata è inferiore rispetto agli altri granulati resilienti tradizionali.

- SOLUZIONI IBRIDE

Le soluzioni ibride solitamente sono combinazione di granuli termoplastici e organici come il sughero. Si riesce così a ricavare il meglio delle performance da entrambi i materiali, con un intaso a bassa conducibilità termica, inodore e resistente ai microrganismi.

- EPDM

La gomma EPDM (Ethylene-Propylene Diene Monomer) è un monomero di Etilene, Propilene e Diene prodotto con materiali riciclati. Garantisce un’ottima elasticità e una buona distribuzione dei granuli, con un quantitativo limitato di particelle fini. I contro di questo materiale sono principalmente legati al costo elevato e al fatto che è un riempitivo abbastanza raro e non riciclabile.

- MANTI SENZA RIEMPIMENTO

Sul mercato sono presenti anche soluzioni che non necessitano di riempimento. Sono caratterizzate da un tappeto erboso con un numero di fibre doppio rispetto agli altri manti sintetici, al fine di garantire elasticità e giusta densità al terreno di gioco. Oltre al costo elevato, non sembrano offrire performance migliori soprattutto a livello di interazione tra pallone e superficie e pertanto non sono tra le soluzioni più diffuse.


Per effettuare la scelta più sicura per l’ambiente e per la salute, indipendentemente dalla scelta dell’intaso, consigliamo di orientarsi verso prodotti certificati GREENGUARD e GREENGUARD Gold, la massima certificazione per la sicurezza in termini ambientali e di salute.

Indipendentemente dal tipo di intaso scelto, la procedura di ripristino del riempimento rientra tra le normali operazioni di manutenzione ordinaria di un campo in erba sintetica, fondamentale per mantenere nel tempo l’efficienza dei sistemi manto.

Per saperne di più sulla manutenzione di un campo in erba sintetica, puoi scaricare la “Guida completa alla manutenzione del campo in erba sintetica”.
 

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