Impianti sportivi outdoor e centri polivalenti all’aperto: progettazione e scelta dell’adeguata pavimentazione e attrezzatura

Da marzo 2020 le disposizioni adottate per il contenimento della diffusione di Covid-19 hanno portato alla chiusura prolungata delle strutture sportive al coperto. Le chiusure e le successive riaperture “a singhiozzo” di impianti sportivi e centri fitness, hanno contribuito ad un maggiore utilizzo delle aree sportive pubbliche all’aperto e dei “percorsi vita”.

Il report di ricerca datato marzo 2021 “In & Out - Lo sport dentro e fuori l’ordinamento sportivo” conferma il nuovo orientamento: “A un anno dal primo lockdown (marzo 2020-marzo 2021) la pratica dell’attività fisica in Italia è in aumento”. Secondo questo report, elaborato nell’ambito dei progetti finanziati 2020 da Sport e Salute S.p.A., proposto dall’Ente di Promozione Sportiva ASI e condotto insieme a SWG., il numero di italiani che dichiara di essersi dedicato alla pratica dell’attività fisica è aumentato, passando dal 66% (marzo 2020) al 75% (marzo 2021).

La maggior parte degli intervistati sceglie, in particolare, di svolgere attività fisica all’aperto, dedicandosi ad esempio, alla camminata veloce, alla bicicletta, alla corsa o allo jogging. Anche i centri polivalenti outdoor si stanno rivelando sempre più un polo attrattivo per chi, sia in centro città, ma anche nei quartieri e nelle aree residenziali più periferiche, si dedichi alla pratica dell’attività fisica all’aperto, considerandola uno dei rimedi più efficaci alla sedentarietà.
 

La principali tipologie di impianti sportivi secondo CONI e FIDAL

Nelle “Norme CONI per l’impiantistica sportiva”, gli impianti sportivi sono definiti: “i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per la pratica di discipline sportive regolamentate dalle Federazioni Sportive Nazionali e dalle Discipline Sportive Associate [...]” e possono essere suddivisi in alcune principali tipologie: 

  • impianti sportivi agonistici (destinati alle attività ufficiali e agonistiche);
  • impianti sportivi di esercizio (per attività non agonistiche e per tutte le attività propedeutiche, formative o di mantenimento delle varie discipline);
  • gli impianti sportivi complementari (compresi impianti per il fitness e percorsi attrezzati nel verde o percorsi vita, dedicati all’esclusiva pratica di attività fisico-sportive non regolamentate da FSN e DSA, tra cui attività con finalità ludico ricreative, di benessere fisico, terapeutiche o riabilitative). 

La FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) individua nella recente Circolare tecnica 2019 “Smart Track” per la realizzazione degli impianti di atletica leggera un’ulteriore tipologia di struttura per la pratica dell’attività sportiva outdoor: gli Athletics (Play) Ground o Athletics Ground. Si tratta di “aree polivalenti sportive a libero accesso” ideali per l’avvio alla pratica delle discipline di atletica leggera, in grado di trasformarsi in punto di aggregazione, data la loro localizzazione “a Km 0”: piazze, giardini e parchi pubblici, comunali e residenziali, o all’interno di strutture, edifici industriali e spazi da recuperare. 

La scelta delle attrezzature negli impianti sportivi outdoor

Tutte le tipologie di impianti sportivi che abbiamo finora nominato possono essere dotate di numerose attrezzature e attrezzi fissi, amovibili e mobili, necessari agli atleti e agli sportivi per lo svolgimento delle diverse attività. Le singole attrezzature devono essere conformi a determinati requisiti normativi, devono essere scelte seguendo caratteristiche funzionali, geometriche e tecniche e nel rispetto delle norme di sicurezza. Le attrezzature degli impianti devono essere, inoltre, di livello professionale e certificate, e il loro processo di installazione deve rispettare le procedure presenti nel manuale redatto dalla ditta produttrice, la stessa che ne attesterà poi la corretta installazione.

Come scegliere le pavimentazioni sportive per gli impianti outdoor

Abbiamo fino ad ora approfondito il ruolo delle attrezzature negli impianti sportivi, ma quali sono, invece, le indicazioni di CONI e FIDAL per quanto riguarda la progettazione delle pavimentazioni per impianti sportivi outdoor? 


Il CONI ribadisce la necessità di valutare compatibilità e prevalenza di utilizzo degli spazi sportivi polivalenti, per un’adeguata scelta della pavimentazione. Nel caso dei percorsi vita, la pavimentazione può essere di qualsiasi tipo, anche se viene consigliato l’utilizzo di una superficie in terreno naturale, se possibile inerbito e in ogni caso facilmente drenante (per evitare possibili ristagni di acqua piovana). 


Per quanto riguarda gli impianti sportivi outdoor, nel caso in cui le FSN (Federazioni Sportive Nazionali) e le DSA (Discipline Sportive Associate) non forniscano precise indicazioni sulle pavimentazioni da utilizzare, si può ricorrere all’utilizzo di diverse soluzioni, tra cui:

  • tappeti erbosi naturali: una soluzione valida e performante, che richiede però un’intensa e costante attività manutentiva;
  • pavimentazioni in conglomerati e granulati cementizi: con limitate proprietà antitrauma;
  • manti erbosi sintetici: ottima soluzione per impianti outdoor custoditi, che necessitano di determinate ma limitate attività manutentive e garantiscono performance elevate agli atleti;
  • pavimentazioni sintetiche, come granulati porosi e multistrati: che richiedono limitati tempi di manutenzione, ma possono disperdere microplastiche nell’ambiente.

Per quanto riguarda le pavimentazioni sintetiche, soprattutto nell’ambito dell’atletica, è preferibile orientare la propria scelta verso soluzioni prefabbricate in gomma vulcanizzata, che:

  • offrono adeguate proprietà di assorbimento degli urti;
  • non rilasciano granuli nell’ambiente;
  • sfruttano l’azione dell’acqua piovana per la pulizia
  • permettono la realizzazione di una pavimentazione uniforme;
  • sono adatte anche agli ambienti esterni, spesso sottoposti a sbalzi di temperatura e all’azione degradante degli agenti atmosferici;
  • sono certificate Greenguard GOLD per le basse emissioni di VOC (in particolare le superfici MONDO, come Sportflex Super X 720 K39 o Sportflex M).

Per gli athletics ground, invece, la FIDAL raccomanda l’utilizzo di determinate tipologie di superfici, di facile applicazione e tendenzialmente non destinate all’uso di scarpette chiodate, tra cui: manti scolastici in resine acriliche o colati semidrenanti, manti sintetici prefabbricati multistrato sandwich, manti sintetici misti impermeabili, manti sintetici prefabbricati multistrato. I “Requisiti di carattere fisico delle superfici sintetiche” definite dalla FIDAL, sottolineano l’importanza di pavimentazioni specifiche, che presentino caratteristiche di:

  • permeabilità,
  • resistenza alla trazione ed allungamento percentuale a rottura,
  • resistenza allo scivolamento,
  • macrorugosità superficiale,
  • riduzione della forza (KA): secondo Norma WA e secondo Norma EN14877,
  • deformazione Verticale (VD): secondo Norma WA e secondo Norma EN14877.
     

Le Norme CONI e la Circolare FIDAL prevedono, dunque, la possibilità di installare tante diverse tipologie di pavimentazioni per gli impianti sportivi outdoor e per i centri polivalenti all’esterno, ciascuna con costi e investimenti di diversa entità. Non tutte le soluzioni, tuttavia, offrono lo stesso livello di sicurezza, rispetto per l’ambiente e performance. Le pavimentazioni sportive dovrebbero in generale:

  • offrire il massimo livello in termini di sicurezza per gli utenti degli impianti sportivi, atleti e non;
  • garantire un minimo impatto ambientale. Pensiamo ad esempio ad alcune pavimentazioni sintetiche, i cui granuli e altre piccole parti assimilabili a microplastiche, possono disperdersi nell’ambiente, in particolare nelle acque bianche, contribuendo all’inquinamento dei corsi d’acqua;
  • mantenere elevate performance nel tempo, garantendo durante il periodo di utilizzo elevati standard qualitativi e performance;

I centri polivalenti outdoor e gli impianti destinati alla pratica dell’attività sportiva all’aria aperta possono costituire la scelta strategica in caso di riqualificazione di un vecchio centro sportivo oppure per la valorizzazione di un’area verde o di un’area urbana povera di servizi sportivi, come è stato fatto ad esempio con la riqualificazione di Genova Prà. In ogni progetto di realizzazione di un centro polivalente all’aperto, inoltre, la scelta della pavimentazione e delle attrezzature è di primaria importanza, per poter garantire agli utenti confort e sicurezza ottimali. 

 

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