Differenze tra sistemi colati in opera e sistemi prefabbricati nelle piste di atletica

Le differenze tra sistemi colati in opera e sistemi prefabbricati nelle piste di atletica sono considerevoli. Prima di effettuare la scelta del sistema per la costruzione di una pista di atletica è bene quindi valutare i pro e contro delle diverse tipologie.

In questo confronto, le piste in atletica prefabbricate partono avvantaggiate. La produzione dei manti prefabbricati avviene infatti in fabbrica, in condizioni controllate e questo garantisce degli standard produttivi elevati e costanti.

Nei sistemi realizzati in cantiere, entrano in gioco, come vedremo, diverse variabili che possono inficiare notevolmente sulle performance finali, sull’aspetto e sulla durata della pista, nonché sulla possibilità per la superficie di essere conforme alle specifiche IAAF (International Association of Athletics Federations) e FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) per le piste d’atletica destinate alla competizione.

In un articolo precedente abbiamo illustrato le diverse tipologie di manto, approfondendo la composizione e il sistema di posa delle superfici prefabbricate e dei sistemi realizzati in opera.

Oggi approfondiremo la composizione e il sistema di posa delle superfici prefabbricate e dei sistemi realizzati in opera, analizzando vari aspetti fisici e prestazionali.

DIFFERENZE TRA I SISTEMI COLATI IN OPERA E PREFABBRICATI

PROPRIETÀ FISICHE E PRESTAZIONALI

Essendo prodotte in fabbrica in condizioni controllate, le piste prefabbricate sono le uniche a poter garantire l’uniformità di risposta dinamica su tutta la pista.
 

 

Questo fattore è di primaria importanza per gli atleti perché:

  • garantisce un maggiore controllo sulla lunghezza del passo, sul movimento e sull’equilibrio;
  • minimizza la necessità di regolare la postura durante la corsa;
  • diminuisce l’affaticamento;
  • aiuta l’atleta a raggiungere il massimo delle proprie performance.
     

Ottenere uniformità di spessore e di proprietà fisiche è difficile, se non impossibile, con i sistemi colati in opera in quanto entrano in gioco diverse variabili: l’abilità degli operatori, la planarità del sottofondo e, nel caso di piste di atletica all’aperto, le condizioni climatiche durante la fase di applicazione.
Per queste ragioni, nelle piste di atletica realizzate in cantiere le prestazioni variano spesso da un punto a un altro e da installazione a installazione.

FACILITÀ DI RIPARAZIONE

È una dei fattori più importanti nella valutazione della tipologia di superficie per un impianto di atletica leggera, soprattutto nel caso di utilizzo intensivo della pista.
Nelle superfici prefabbricate, è necessario rimuovere semplicemente la porzione di superficie in corrispondenza della parte danneggiata. L’adesivo bicomponente agisce entro un massimo di 12 ore, un tempo relativamente trascurabile dopo il quale la superficie sarà di nuovo utilizzabile.
Nei sistemi colati in opera, per la sostituzione dello strato in poliuretano danneggiato sarà necessario ripetere la miscelazione e la posa con nuovo materiale, operazioni che richiedono diversi giorni
Questo sistema presenta inoltre un difetto: l’area riparata non sarà mai perfettamente a livello con la superficie circostante né potrà garantire le stesse proprietà fisiche e dinamiche.
 

SPESSORE DELLA SUPERFICIE DA CORSA

Nei sistemi colati in opera, l’uniformità dello spessore della pista di atletica dipende dall’abilità degli applicatori e dalla planarità del sottofondo.
I composti poliuretanici autolivellanti delle superfici realizzate in opera tendono inoltre a colare verso il basso in direzione delle corsie interne e ad accumularsi in corrispondenza degli avvallamenti.
Per la realizzazione di un impianto di atletica leggera con pista prefabbricata, l’uniformità della pista da corsa è controllata, testata e garantita dai sistemi di produzione industriale.
Anche nelle curve, l’allungamento dei rotoli comporta una differenza di spessore talmente minima da non influire sulla prestazione atletica.
 

ASPETTO DELLA PISTA DI ATLETICA

Nei sistemi colati in opera, la semina manuale dei granuli non garantisce alla pista finita un aspetto uniforme. Inoltre, l’applicazione di una vernice alifatica per migliorarne l’aspetto porta a una riduzione delle prestazioni atletiche e della trazione.
Nel caso di piste prefabbricate di atletica, l’aspetto uniforme è invece garantito dai processi di fabbrica ed è meno soggetto a cambiamenti nel tempo.
 

INSTALLAZIONE IN CONDIZIONI CLIMATICHE VARIABILI/AVVERSE

Nella realizzazione di un impianto di atletica outdoor, le condizioni climatiche durante l’installazione influiscono in modo significativo sulle proprietà fisiche e prestazionali delle superfici colate in opera.
Una volta miscelato e applicato, il materiale di composizione della pista rimane altamente sensibile all’umidità e alla temperatura durante tutto il processo di stagionatura – che dura diversi giorni a seconda del tipo di sistema e dalle condizioni - e questo può portare a variazioni delle proprietà della pista finita.
Al contrario, per i manti prefabbricati il sottile strato di adesivo poliuretanico utilizzato per l’installazione viene immediatamente ricoperto con il manto sintetico, che funge da protezione durante il processo di stagionatura.
 

SALUTE E AMBIENTE

I sistemi colati in opera utilizzano poliuretano a base di granuli di gomma EPDM, prodotta con materiali non riciclati, mentre nei sistemi sandwich vengono utilizzate anche grandi quantità di gomma SBR, provenienti da pneumatici riciclati.
Per questa ragione, raramente le piste colate in opera riescono a soddisfare i requisiti minimi europei e nordamericani per quanto riguarda le emissioni di VOC (composti organici volatili), proprio per la presenza di isocianati e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), alcuni dei quali considerati potenzialmente cancerogeni per l’uomo.

Le piste di atletica prefabbricate contengono invece prevalentemente materiali riciclati atossici e una percentuale di gomma naturale, materia prima velocemente rinnovabile.
I materiali di composizione sono rigorosamente controllati consentendo ai manti prefabbricati di soddisfare i più severi requisiti europei (Decreto Francese 2011-321) e nordamericani (GREENGUARD) in merito alle emissionidi composti organici volatili, particolarmente importanti negli impianti di atletica indoor.
Contengono inoltre una percentuale minima di IPAHS, condizione necessaria per essere conformi al regolamento EU-REACH.

A livello di smaltimento, infine, le piste prefabbricate sono classificate come rifiuto non pericoloso con il codice CER 170203 e possono essere smaltite in qualsiasi discarica.
Nei sistemi realizzati in loco con poliuretano, il costo di smaltimento e l’impatto sull’ambiente sono molto alti, proprio per via dell’utilizzo di gomma SBR proveniente da pneumatici riciclati, considerata potenzialmente dannosa per la salute umana e per l’ambiente.

DETERIORAMENTO

Entrambi i sistemi sono soggetti a deterioramenti nel tempo, dovuti agli stress provocati dalle scarpette chiodate e dagli agenti atmosferici (nel caso di piste outdoor).
La differenza tra i due sistemi sta nel fatto che nelle piste in poliuretano colate in opera le proprietà atletiche dipendono per lo più dallo strato superiore, il più esposto ai danni causati dai chiodi e dalle condizioni ambientali.
Nelle piste di atletica prefabbricate in gomma, il comportamento biomeccanico della pista dipende maggiormente dagli strati inferiori e questo elemento comporta un cambiamento limitato delle prestazioni nel tempo.

Un altro fattore riguarda le linee di giunzione orizzontali. Nelle piste prefabbricate, il processo di vulcanizzazione garantisce il legame molecolare tra i due strati e il risultato finale è quindi un materiale continuo e lineare.
La presenza di una o più giunzioni nei sistemi colati in opera crea al contrario la possibilità che gli strati sovrapposti possano separarsi sulla linea di giunzione.
 

COESIONE INTERNA E REGRESSIONE NEL TEMPO

Il processo di vulcanizzazione permette alla gomma vulcanizzata di non regredire nel tempo e non perdere la coesione interna.
Nei sistemi sandwich colati in opera, al contrario, l’accumulo di acqua nello strato inferiore potrebbe portare a una perdita della coesione interna, fino al distacco dal sottofondo.
La catalisi dell’uretano, essendo un processo reversibile, potrebbe infine rendere la pista viscosa e spugnosa, generando fenomeni di regressione.
 

RIVESTIMENTI SUPERFICIALI E GRANULI SCIOLTI

Nei sistemi prefabbricati, lo strato superiore in gomma piena, completamente privo di rivestimenti superficiali e granuli sciolti, assicura la giusta resistenza allo scivolamento e alla trazione, senza rendere necessario la penetrazione dei chiodi nella superficie della pista. 
Nei sistemi realizzati in cantiere, lo strato superiore è costituito da granuli di gomma parzialmente incorporati che tendono a disperdersi nel tempo.
Inoltre, la superficie può garantire resistenza allo scivolamento e trazione sufficiente solo con chiodi che penetrano in profondità nella superficie, riducendo la deformazione verticale e richiedendo maggiori sforzi all’atleta.
 

FACILITÀ DI PULIZIA

La superficie in gomma compatta texturizzata ha una tendenza limitata a trattenere lo sporco. Se necessario, va pulita con una pompa o con attrezzature di pulizia industriali standard.
Nelle piste colate in opera, la superficie ruvida tende invece a raccogliere e trattenere lo sporco. I granuli di gomma parzialmente incorporati possono inoltre disperdersi a seguito delle operazioni di pulizia industriale, inficiando sulle qualità prestazionali della pista.

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